Garanzia su vendita di beni di consumo: tipologie e operatività

Nel caso di specie un consumatore aveva acquistato un televisore presso un noto ipermercato.

Nonostante viene prevista una garanzia legale (legata allo scontrino e della validità di due anni), il consumatore aveva acquistato anche un ulteriore garanzia (c.d. convenzionale) per estendere quest’ultima a quattro anni.

Dopo tre mesi dall’acquisto, il consumatore ha denunciato un vizio sul televisore; il bene veniva preso in consegna una prima volta dal centro di assistenza autorizzato che, dopo circa una settimana, provvedeva a restituire il bene.

L’elettrodomestico ha comunque continuato a mostrare tali difetti e il consumatore ha ripetuto l’iter richiesto dal venditore per accedere all’assistenza, ma il problema al suo televisore non è MAI stato eliminato.

Infine, il tecnico autorizzato ha dichiarato che tale difetto non era risolvibile con una riparazione: “Il TV presenta un difetto all’ingresso delle prese scart e HDMI ineliminabile anche in quanto già il centro autorizzato aveva già provato a sostituire il tutto senza alcun beneficio, si fa inoltre presente che il TV ha una tecnologia di tre anni fa pertanto unico consiglio la sostituzione del televisore con uno di nuova generazione”.

Fra il consumatore e la rivendita è intercorso un contratto di compravendita di bene mobile (TV) e per tale motivo a tale rapporto si deve applicare la disciplina contenuta nel D. Lgs. 206/05 c.d. Codice del Consumo.

Il venditore, ex art. 129 cit. decr., deve consegnare al cliente un bene avente qualità e prestazioni tipiche in relazione ad un bene dello stesso tipo (comma 2, lett. c), oltre che a possedere quelle caratteristiche che il consumatore deve correttamente portato a conoscenza del venditore al momento della conclusione del contratto (comma 2, lett. d).

Il consumatore, ex art. 130 del ridetto decreto, non appena ha rilevato i difetti, ha denunciato al venditore i vizi, in quanto unico soggetto legittimato passivo (ex art. 130 la responsabilità del venditore per vizi qualificabili come difetto di conformità viene ricondotta nell’alveo della responsabilità per inadempimento. Il professionista risponde di qualsiasi difetto di conformità, senza che possa essere operata una distinzione in relazione alla gravità o entità del difetto, all’importanza dell’affare o all’incidenza sul valore di marcato del bene.

A questo punto il consumatore, assistito dall’avv. Giovanni Longo, legale esterno della Confconsumatori di Pisa, ha deciso di chiedere giustizia al Giudice di Pace e quest’ultimo, con sent. 1410/12 ha condannato la rivendita a rimborsare al consumatore le spese per l’acquisto del bene.

Non pago, il venditore ha proposto appello, e con sentenza n. 544/18 il Tribunale di Pisa, in funzione di Giudice di Appello, ha nuovamente condannato il venditore, ritenendolo responsabile per vizi su beni di consumo non riparabili.

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