Indennizzi per i risparmiatori coinvolti dai crac bancari: proroga dei termini di scadenza per l’invio delle domande al FIR

Il decreto “Cura Italia” del 17 marzo 2020 sull’emergenza Coronavirus ha prolungato il termine per la presentazione delle domande di rimborso al Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR). C’è tempo quindi fino al 18 giugno 2020.

Il FIR è stato istituito con l’art. 1, commi da 493 a 507, legge n. 145/2018, ai quali è stata data attuazione con D.M. 10 maggio 2019 del Ministro dell’economia e delle finanze, al fine di indennizzare i risparmiatori in possesso di titoli azionari o obbligazionari, che hanno subìto un pregiudizio ingiusto da parte di Banche con sede legale in Italia, poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018; a causa delle numerose violazioni degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza.

Si tratta di Banca Etruria, Banca delle Marche, Carichieti, Cariferrara, le banche venete, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e le loro controllate. Oltre a queste, nel periodo considerato sono andate in liquidazione coatta amministrativa altre banche di cui si è parlato in misura minore: Banca Padovana, BCC di Pelaco, Banca Popolare delle Province Calabre, BCC Banca Brutia e Credito cooperativo Interprovinciale Veneto.

E’ previsto un doppio binario di indennizzo dei risparmiatori coinvolti:

-Indennizzo diretto- L’indennizzo sarà automatico per i risparmiatori che soddisfano una delle seguenti condizioni: a) patrimonio mobiliare di proprietà del risparmiatore di valore inferiore a 100.000€, o b) ammontare del reddito complessivo del risparmiatore ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche inferiore a 35.000 euro nell’anno 2018

-Per tutti gli altri risparmiatori che superano tali soglie, per ottenere l’indennizzo dovranno effettuare una registrazione sul portale online della Consap (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici) e presentare una domanda alla Commissione tecnica indipendente creata appositamente dal Ministero per la valutazione delle domande, allegando tutte le prove di avere subito una vendita scorretta di titoli senza rispettare le norme del TUF (testo unico in materia finanziaria). Ad esempio, la mancanza del profilo Mifid, o un profilo Mifid non adeguato rispetto alla rischiosità delle azioni o ancora la vendita di azioni e obbligazioni per poter avere accesso a un mutuo o un finanziamento, sono considerati comportamenti non adeguati rispetto alle disposizioni, e quindi danno diritto all’indennizzo. In caso contrario, la condizione di risparmiatore truffato, sarà più complicata da accertare.

A tale Commissione a cui spetta la verifica delle domande, spetterà stabilire i criteri generali e le linee guida per la tipizzazione delle diverse tipologie di violazioni massive e determinare la misura dell’indennizzo e i criteri per la redazione dei piani di riparto, anche parziali.

Una volta appurata la validità delle domande, e la misura dell’indennizzo, avranno luogo i pagamenti dei rimborsi. Sarà data precedenza nell’erogazione degli indennizzi a quelli diretti – mediante bonifico al conto corrente bancario o postale – in primis quelli di importo non superiore ai 50mila euro. Il MEF ricorda che le somme che non vengono impegnate al termine di ciascun esercizio sono poi conservate per essere utilizzate in quelli successivi.

In totale sono stati stanziati in totale 1,575 miliardi di euro per l’indennizzo, cioè 525 milioni di euro per ogni anno del triennio 2019-2020-2021.

Azionisti: L’indennizzo è pari al 30% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore. La percentuale del 30%, entro tale limite, può essere incrementata qualora in ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 le somme complessivamente erogate per l’indennizzo secondo il piano di riparto siano inferiori alla previsione di spesa dell’esercizio finanziario, nel pieno rispetto dei limiti di spesa, della dotazione finanziaria del FIR e fino al suo esaurimento.

Obbligazionisti subordinati: L’indennizzo è pari al 95% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore. La percentuale del 95%, entro tale limite, può essere incrementata qualora in ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 le somme complessivamente erogate per l’indennizzo secondo il piano di riparto siano inferiori alla previsione di spesa dell’esercizio finanziario, nel pieno rispetto dei limiti di spesa, della dotazione finanziaria del FIR e fino al suo esaurimento.

Non hanno invece diritto all’indennizzo:

le cosiddette “controparti qualificate” di cui all’art. 6, comma 2-quater, lettera d), del T.U.F.;

i cosiddetti “clienti professionali”, di cui ai commi 2- quinquies e 2-sexies dell’art. 6 del T.U.F.;

i soggetti che, nelle banche o loro controllate, dal 1° gennaio 2007 abbiano avuto i seguenti incarichi:

-componente del consiglio di amministrazione e degli organi di controllo e di vigilanza (inclusi gli organi che svolgono funzione di gestione del rischio e revisione interna);

-membro del collegio sindacale;

-consigliere delegato;

-direttore generale e vice direttore generale

nonché i loro parenti ed affini di primo e di secondo grado.

Per chi ha già avuto un rimborso dal FITD (fondo interbancario tutela dei depositi) per le sue obbligazioni subordinate, che per le norme in vigore è stato pari al massimo all’80% del loro costo di acquisto, ha diritto ad un’integrazione del rimborso in modo da arrivare al 95% del costo di acquisto. Però non è un’integrazione automatica, si deve fare richiesta.

Per maggiori info potete contattarci a:
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Confconsumatori Pisa

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