Addittivi alimentari: che cosa sono?

Nella preparazione di alimenti è frequente l’aggiunta volontaria di sostanze che non hanno scopo nutritivo e che vengono aggiunte durante la fase di lavorazione dell’alimento al fine di conservarne le caratteristiche fisiche o fisico chimiche e per impedirne l’alterazione spontanea.

Gli additivi più comunemente impiegati dall’industria alimentare sono:

coloranti: servono per dare all’alimento una colorazione uniforme o diversa da quella che esso ha naturalmente;

conservanti: servono ad allungare il periodo di conservazione e dunque a fare in modo che l’alimento resti commestibile più a lungo;

addensanti, stabilizzanti ed emulsionanti: migliorano l’aspetto, la consistenza e la stabilità degli alimenti;

antiossidanti e correttori di acidità: preservano la freschezza degli alimenti;

esaltatori di sapidità: migliorano il gusto;

dolcificanti: rendono l’alimento più dolce.

Gli additivi alimentari per poter essere immessi in commercio, devono essere inclusi in liste positive dopo l’attento esame dell’Efsa, l’autorità Europea per la sicurezza alimentare. Il principio autorizzativo della lista positiva è la prima garanzia a tutela del consumatore. Un additivo alimentare può essere autorizzato soltanto se il suo uso non pone problemi di sicurezza per la salute dei consumatori.

Tuttavia non bisogna eccedere con il consumo di alimenti che contengono additivi, l’Unione Europea ha stabilito una dose giornaliera massima per ogni additivo alimentare.

Un aspetto che potrebbe portare ad eventuali rischi è l’effetto combinato degli additivi sommando vari alimenti che li contengono.

In caso di abuso, gli effetti collaterali più comuni sono emicrania, allergie, patologie intestinali e iperattività.

Gli additivi devono essere sempre riportati in etichetta e vengono indicati con la sigla E, seguita da un numero di identificazione. Questi numeri vanno dal 100 al 199 per i coloranti, dal 200 al 299 per i conservanti, dal 300 al 399 per gli antiossidanti e i correttori di acidità, dal 400 al 499 per gli addensanti, stabilizzanti ed emulsionanti, dal 500 al 599 per i regolatori di acidità e antiagglomeranti, dal 600 al 699 per gli esaltatori di sapidità, dal 950 al 969 per i dolcificanti, per le cere 900-909, le glasse 910-919, gli agenti ausiliari 920-929, i gas per confezionamento 930-949, gli schiumogeni 990-999, e per tutte le altre sostanze tra 1100 e 1599.

Nei prodotti da agricoltura biologica, solo 50 additivi sono ammessi, e nei prodotti di origine biodinamica gli additivi ammessi sono soltanto 10.

Ecco qualche consiglio:

Imparare a leggere molto bene l’etichetta (consigliamo di leggere questo nostro articolo in proposito), soprattutto leggere attentamente gli ingredienti e verificare la composizione del prodotto, senza lasciarsi distrarre dagli elementi di marketing.

Informarsi e annotare un elenco degli additivi e delle sostanze che si preferisce escludere o limitare.

Scegliere prodotti alimentari freschi, possibilmente di stagione, non trasformati e comunque il meno elaborati possibile.

Per maggiori informazioni potete contattarci a:

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Confconsumatori Pisa

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