Legittima la diversa disciplina tra “pane fresco” e “pane precotto e surgelato” devono essere specificate le denominazioni a tutela del consumatore.

La Cassazione civile, sez. II, con l’ordinanza 10 luglio 2020, n. 14712, si è espressa a favore dei consumatori. I quali hanno diritto ad ottenere una informazione specifica e precisa circa il processo produttivo del cosiddetto “pane fresco” e del “pane precotto e surgelato” trattandosi di due differenti prodotti. Il pane fresco si ottiene attraverso un processo produttivo completato in una sola giornata; il pane conservato si ottiene da un processo produttivo che viene interrotto per consentire il surgelamento del prodotto in vista di un posticipato completamento della sua cottura.

La baguette fragrante, appena sfornata al supermercato, ha tutto l’aspetto di un pane fresco, ma molto spesso è un prodotto congelato e finito di cuocere in negozio.

Quindi in relazione ai diversi processi produttivi, il consumatore dev’essere informato attraverso l’etichettamento, sulla qualità del prodotto finale; così come previsto dal Decreto 131 del 1° ottobre 2018 – “Regolamento recante disciplina della denominazione di «panificio», di «pane fresco» e dell’adozione della dicitura «pane conservato».”

 

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