Decreto Ristori bis

In vigore il “Decreto Ristori”, contributi a fondo perduto alle categoria più colpite: ecco quali

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 279 /2020 il Decreto Ristori bis (D.L. n. 149/2020).
Il provvedimento, approvato a pochi giorni di distanza dal decreto Ristori (D.L. n. 137/2020), che introduce ulteriori misure a sostegno dei settori più direttamente interessati dalle misure restrittive, adottate con i DPCM del 24 ottobre 2020 e del 3 novembre 2020, per la tutela della salute in connessione all’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Cosa prevede?

Rideterminazione ed estensione delle attività beneficiarie del contributo a fondo perduto istituito dal decreto Ristori, estensione del bonus affitti, rinvio al 30 aprile 2021 – per i soggetti ISA – del pagamento della seconda o unica rata dell’acconto di IRES e IRAP, proroga al 15 novembre 2020 dei termini di decadenza per l’invio delle domande di accesso alla CIG Covid, nonché sospensione dei contributi previdenziali e assistenziali per novembre e dicembre.  Previsto anche un bonus baby sitter e il congedo straordinario per le regioni rosse nelle quali sono sospese le attività scolastiche nelle seconde e terze classi delle scuole secondarie di primo grado.

Chi sono i beneficiari del contributo a fondo perduto?

Nella prima lista, quella delle attività colpite dalle restrizioni del Dpcm del 26 ottobre, sono state aggiunte una ventina di voci, dagli autobus turistici alle scuole di danza, dai tatuatori ai musei ai negozi di bomboniere passando per i produttori di fuochi d’artificio, fino agli zoo e le guide alpine: questi insieme ai settori già individuati (per un totale di 73 codici Ateco) riceveranno in automatico un indennizzo tra il 100% e il 200% di quanto già ricevuto in estate (tranne le discoteche che avranno diritto al 400%), fino a un limite massimo di 150mila euro. In questa prima lista sono inclusi anche i bar che avranno il 150% nelle zone gialle e il 200% nelle zone arancioni-rosse. Lo stesso vale per gli alberghi (aggiunti nel testo finale). Chi dovesse già oggi ricevere il bonifico dell’Agenzia delle Entrate con il 150% avrà quindi un secondo bonifico con il restante 50%.

Aiuto raddoppiato, poi, per tutti quelli che dovranno chiudere nelle zone rosse: qui il secondo allegato al decreto bis include altre 57 categorie che includono tutte le tipologie di merci vendute nei negozi che dovranno abbassare la serranda – dai vestiti ai mobili alle mercerie fino alle armi e i sexy shop – e dagli ambulanti, ma anche alcuni servizi che si dovranno fermare, come le agenzie matrimoniali e l’estetista. Compresi anche tappezzieri, negozi di strumenti musicali, gioiellieri, gallerie d’arte, antiquari e case d’aste.

Prevista infine una terza tipologia di ristoro che scatterà però nel 2021 e riguarderà le attività nei centri commerciali e le produzioni industriali del comparto alimentare e bevande. Questi dovranno presentare domanda: avranno diritto a un 30% che andrà calcolato sulla base di quanto ricevuto con il primo decreto o, se non si rientra tra i destinatari, sulla base delle perdite tra aprile 2019 e aprile 2020 e in percentuale che andrà dal 20 al 10% delle perdite in base al fatturato.

Cosa cambia sul fronte fiscale?

Sul fronte fiscale, i versamenti di Iva e ritenute in scadenza a metà novembre sono sospesi e rinviati a marzo 2021 anche per alberghi, agenzie di viaggio e tour operator delle zone rosse, anche se queste attività non vengono esplicitamente chiuse dal Dpcm. La misura complessivamente vale 549 milioni. Rispetto alla prima versione delle bozze, la norma definitiva include anche bar e ristoranti delle zone arancioni e rosse tra le attività a cui si applica la sospensione. Confermato lo stop dei versamenti (che riguarda anche le trattenute per le addizionali regionali e comunali per chi è sostituto d’imposta) per le attività sospese a livello nazionale e per tutte quelle costrette a chiudere in zona rossa secondo la nuova lista di codici Ateco.

Confermati la cancellazione della rata Imu di dicembre e l’estensione della proroga del termine di versamento del secondo acconto per i soggetti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale.

 

Fonte dell’articolo: Web

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