Le nuove abitudini del consumo ai tempi del Covid

L’inaspettata diffusione del Covid-19 ha travolto senza preavviso le economie domestiche e mondiali, provocando la rottura degli equilibri economici e sociali consolidati fino a quel momento, costringendo tutti a rimanere in trepidante attesa di un ritorno all’agognata normalità spazzata via nel tempo di una notte. L’anno 2020 sarà ricordato come l’anno della pandemia, ma anche come l’anno in cui la diffusione commercio elettronico ha trasformato il comparto del retail, inteso nel senso più ampio del termine. Da abitudine occasionale, l’acquisto online è attualmente divenuto una norma, spinto dal lockdown e dalle misure contenitive introdotte per limitare l’aumento dei contagi. In questo scenario, la sopravvivenza dei negozi di prossimità appare sempre più legata alla necessità di accedere ai canali digitali, appoggiandosi a fornitori di servizi già affermati, con i quali collaborare al fine di allinearsi alle rinnovate esigenze e abitudini dei consumatori. Difatti, uno degli effetti più evidenti della pandemia si è registrato nel cambio delle abitudini, sia nello stile di vita, sia nei consumi.  Cosa possiamo dire in merito alla durata di questi cambiamenti comportamentali dopo la pandemia? È probabile che sia troppo presto per dirlo con certezza, poiché l’allentamento delle restrizioni sono incerte. È improbabile che tutte le abitudini dei consumatori acquisite durante questi mesi in cui sono stati chiusi in casa scompaiano dall’oggi al domani, soprattutto perché la “nuova normalità” imporrà cambiamenti nel modo in cui viviamo e lavoriamo per qualche tempo a venire. Molte persone hanno scoperto la spesa online e potrebbero proseguire con questa modalità d’acquisto anche in futuro ma altre abitudini precedenti, come le vacanze, sono senza dubbio mancate e il recente capovolgimento delle tendenze in settori come quello automobilistico e immobiliare è un’indicazione possibile del fatto che i consumatori non hanno del tutto accantonato i loro piani pre-pandemici.

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