Storia

Nel 2016 Confconsumatori ha tagliato il traguardo dei 40 anni di attività dalla fondazione nel giugno 1976. La storia dell’associazione è costellata di momenti che hanno inciso profondamente nello sviluppo del consumerismo in Italia e nella faticosa creazione di una coscienza civile collettiva che ancora oggi è lontana dal traguardo immaginato dallo sguardo lungimirante del fondatore Biagio Morelli.

“Le leggi da sole non bastano, occorrono i cittadini che sappiano usarle, che sappiano valersi dei propri diritti”

Biagio Morelli, fondatore Confconsumatori, maggio 1966

Biagio Morelli è nato in provincia di Ascoli Piceno nel 1937. Si è laureato a pieni voti in Giurisprudenza all’Università di Firenze nel 1962. Gli studi compiuti e l’esperienza lavorativa svolta, ancora studente, presso il Centro Studi della CISL a Fiesole lo portarono a fare quella che lui definiva “scelta di campo”: la rinuncia alla carriera di Docente universitario appena intrapresa per occuparsi delle problematiche di carattere sociale, politico e culturale del consumerismo, la cui nozione era all’epoca pressoché sconosciuta. In questo ambito ha particolarmente trattato i temi dell’alimentazione, della qualità e sicurezza degli alimenti, oltre a quelli relativi all’uso di beni durevoli, come la casa, arrivando a fondare l’associazione APIA, a tutela degli inquilini, nel 1970.

Dal 1964, collabora con l’allora Rettore dell’Università di Parma prof. Carlo Bianchi alla nascita di un “Centro Studi e Ricerche sulla Nutrizione e gli Alimenti” dell’Università di Parma, di cui diventa Segretario Generale. In questa veste promuove l’approfondimento e la collaborazione tra i centri di studio e ricerca e il mondo economico e sociale in materia di nutrizione e sicurezza alimentare. Organizza numerosi Convegni e Congressi: è del 1968 il primo convegno nazionale del Centro sul tema “I controlli di qualità delle industrie alimentari”. Nel 1973 propone la realizzazione di un “Centro Residenziale Nazionale per l’Educazione Alimentare”.

L’attività congressuale e pubblicistica sulla stampa nazionale persegue, da un lato, l’obiettivo di sollecitare le istituzioni ad affrontare in modo globale e coordinato temi strategici, come quello dell’educazione e dell’orientamento alimentare; dall’altro lato, l’obiettivo di informare i consumatori sui propri diritti in quanto cittadini.

Fonda nel 1976 la Confconsumatori, di cui è Presidente fino alla sua morte. Affermava Biagio Morelli: “Esistono nel nostro Paese le condizioni per la costruzione di un’aggregazione dei consumatori i quali, potendo disporre delle necessarie informazioni, sono capaci di superare la sterile e isolata protesta e di compiere scelte responsabili e consapevoli, così affermando i propri diritti senza padrini e senza deleghe”. Con questo imprinting, nell’ottobre 1976 fu proclamato, con grande successo, il primo sciopero dei consumatori, con cui Biagio Morelli diede forma alla protesta di 437 donne di Parma che decisero di sospendere il consumo del parmigiano-reggiano per contrastare il raddoppio del prezzo dovuto a operazioni di aggiotaggio da parte di alcuni operatori del settore. Tale iniziativa ebbe grande risonanza anche all’estero, come documenta l’articolo “Italy: Cheesy Scandal” dell’8 novembre 1976, pubblicato sul periodico statunitense Time.

In questi anni, fa parte del “Comitato Interministeriale Prezzi”, collabora alla “Consulta parlamentare per i problemi del consumo”, è membro del “Consiglio Consultivo degli utenti presso l’Ufficio del Garante per l’editoria” e collabora alla stesura del “Codice su TV e minori”.

Fra le ultime iniziative realizzate vi è un’articolata campagna di educazione alimentare che la Confconsumatori ha condotto all’inizio degli anni ’90 avvalendosi di diversi mezzi di comunicazione (convegni, seminari, radio e televisione, pubblicazioni divulgative, eccetera), valutando anche l’interesse e l’efficacia dei messaggi. Questa è l’eredità che Biagio Morelli ha lasciato alla Confconsumatori e a tutti noi e fa parte di una pubblicazione curata dalla Confconsumatori e uscita nel 1995, con il titolo “Di bene in meglio” con il patrocinio e il contributo del Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali.

Biagio Morelli viene a mancare, dopo breve malattia, nel novembre del 1994.

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