Caricabatteria, perché devono essere staccati quando non si usano

Tra gli utenti possessori di un qualunque dispositivo elettronico è diffusa l’abitudine di lasciare collegati alla presa elettrica a muro i vari caricabatterie degli smartphone, pc, etc. Collegare e ricollegare gli alimentatori è spesso scomodo, soprattutto se sono collegati in una posizione difficile da raggiungere.  Tuttavia, quando il caricabatterie è collegato alla rete elettrica senza alcun dispositivo in carica è ovvio che c’è un consumo energetico perché i circuiti sono alimentati e stanno funzionando. Dove va l’energia assorbita da un caricabatterie funzionante “a vuoto”? Semplice: si disperde sotto forma di calore o di energia cinetica, cioè surriscaldando i caricabatterie, i quali vengono sottoposti a sovratensioni e inutile usura. E non solo: lo stiamo rendendo meno efficiente, quindi caricherà lo smartphone o il tablet più lentamente e consumando più energia.

In un’ottica di risparmio energetico è opportuno disconnettere dalla rete tutti i dispositivi quando non sono in uso. Il costo di questa abitudine è variabile, in quanto dipende:

-dal tipo di caricabatterie;
-dall’assorbimento di energia del caricabatterie;
-dalla sua qualità costruttiva;
-dalla tariffa che si paga per ogni kWh di energia.

Ma ciò che più rileva, non sono solo i consumi in bolletta, ricordiamoci principalmente che l’abitudine di lasciare attaccato il caricabatterie alla presa di corrente è anche antiecologica.

 

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